Esistono varie procedure di esecuzione della liposuzione che si differenziano per aspetti macroscopici (ad esempio la tipologia di anestesia eseguita, l’introduzione di fluidi, la strumentazione utilizzata etc), tuttavia pur nella diversità esse sono accumunate da alcuni importanti aspetti. L’intervento di liposuzione inizia per tutti allo stesso modo con il chirurgo che tratteggia e cerchia la zona da trattare e gli accumuli di tessuto adiposo da eliminare. Il paziente in questi momenti rimane in piedi poiché la postura supina meglio evidenzia le criticità della silhouette da rimodellare. Il chirurgo potrebbe anche chiedere al paziente il permesso di scattare alcune immagini fotografiche prima e dopo la liposuzione per poter avere una documentazione che attesti gli esiti dell’intervento.
All’interno della sala operatoria il primo step consiste nell’applicare sul punto, o sui punti, dell’intervento un liquido per la sterilizzazione della cute, successivamente il paziente viene sedato localmente, se la tecnica di liposuzione lo prevede o se l’area da trattare è piccola, o in maniera generale se infatti risulterà necessario verrà indotto uno stato di incoscienza totale.
Nella tecnica applicata con più frequenza, quella di liposuzione definita tradizionale, il chirurgo inietta nell’area dell’accumulo adiposo una soluzione bagnante composta da epinefrina (nota anche come adrenalina che ha la funzione di vasocostrittore e l’obiettivo di rendere minimo il sanguinamento) e un anestetico (in modo da neutralizzare il dolore durante la liposuzione e nell’immediato post operatorio).
Dopo le prime due fasi preparatorie ha inizio il vero e proprio intervento. Il chirurgo effettua delle micro incisioni che rappresentano le vie di accesso della cannula che potrà così essere posizionata sotto alla cute. All’altro capo la cannula è invece collegata ad un tubo flessibile a sua volta attaccato ad una pompa a vuoto. Il chirurgo inizia il suo lavoro muovendo rapidamente la cannula avanti e indietro esercitando una certa pressione e ottenendo così le cellule di adipe. Il fluido prodotto da tali movimenti, una sorta di emulsione, non è composto esclusivamente dagli adipociti, ma anche da sangue, linfa, altre cellule e sostanze. Questo prodotto finale è quello che viene aspirato dalla cannula, raccolto nel serbatoio della pompa e osservato con una certa continuità dal chirurgo che deve essere molto accorto a non drenare una quantità eccessiva di grasso per non compromettere il buon esito della liposuzione e mettere a rischio la vita del paziente.
In caso di anestesia locale il paziente che sarà dunque vigile non avvertirà dolorabilità ma solo la sensazione di uno sfregamento.
Nel frattempo l’equipe medica terrà sotto controllo i parametri vitali del soggetto sottoposto a liposuzione. In particolare vengono monitorati l’attività cardiaca, il livello di ossigeno presente nel sangue (saturazione) e i valori della pressione. La durata di una liposuzione è un parametro estremamente variabile, legato ad aspetti quali la quantità di grasso da rimuovere, il numero di zone trattate e infine la tipologia di liposuzione eseguita, mediamente l’intervento si svolge entro un tempo minimo di sessanta minuti e un massimo di quattro ore.
Una volta aspirata la quantità di grasso desiderata ed estratta la cannula il chirurgo può suturare le incisioni oppure lasciarle aperte. Vi è anche l’eventualità che venga posizionato un tubicino di drenaggio per rendere più facile la fuoriuscita de illiquidi. È possibile che dalle incisioni si verifichi la fuoriuscita di un liquido tendente al rosa, si tratta di una eventualità del tutto normale e che potrebbe durare fino a ventiquattro ore dopo l’intervento. In caso venga applicato un drenaggio è bene considerare che per i primi tre giorni i medicamenti dovranno essere rinnovati con una certa regolarità, poi passato tale periodo, sarà sufficiente tenere coperta la zona con delle semplici bende sterili.
È molto importante che la zona sottoposta a liposuzione nel periodo post operatorio venga compressa con adeguati indumenti contenitivi poiché per modellarsi sulla sua nuova struttura, ora priva dell’accumulo di adipe che prima la teneva ben tesa e non afflosciarsi la pelle ha bisogno di una costante pressione.